lavastoviglie
Il primo e più importante accorgimento che occorre avere nell'adoperare questa macchina, è quello di non farle mai mancare il sale. Al proposito, consiglio vivamente di non tenere in eccessiva considerazione "ciò che dice" la spia preposta a segnalare il momento di procedere al rabbocco di questo minerale, ma di effettuare il controllo e l'aggiunta del sale, ad esempio regolarmente ogni due settimane (o più di frequente se si fa un utilizzo intensivo della macchina o si risiede in una località interessata da giacimenti idrici la cui acqua è dura o molto dura). Al momento di reintegrare il cloruro di sodio è bene riempire completamente il recipiente fin quasi all'orlo, procedendo poi con un mestolo da cucina ad effettuare una "rimescolata" all'interno del recipiente stesso e quindi ad un ulteriore riaggiunta di sale se lo stesso cala in maniera evidente. L'acqua nel recipiente tracima all'esterno e questo è normale. Dopodiché è importante riavvitare o rimettere il tappo del sale correttamente al suo posto, ben stretto. Questa può sembrare una cosa di secondaria importanza, ma in realtà se la guarnizione del tappo del sale non assicura l'adeguata tenuta e durante il lavaggio tende a fuoriuscire acqua salata, si possono trovare le stoviglie, alla fine del ciclo, ricoperte da una uniforme patina biancastra. Questo perché il sale serve solo al rigenero della resina decalcificante, e l'acqua salata non deve assolutamente mescolarsi all'acqua addolcita occorrente per il lavaggio. A tal proposito non serve affatto gettare il sale direttamente all'interno della vasca, come alcuni utenti sbagliando fanno, ma anzi come si è capito questa operazione è altamente controproducente. Collegata al regolare rabbocco del sale, vi è la corretta impostazione del dispositivo che regola l' efficienza del rigenero della resina in rapporto alla durezza dell'acqua che giunge all'abitazione nella quale lavora la lavastoviglie. In zone interessate da presenza di acqua dolce è bene mantenere la levetta del dispositivo su posizioni di minimo rigenero, per procedere invece a posizionarla su posizioni di medio o massimo rigenero se l'acqua è mediamente o molto dura. Più l'efficacia del rigenero è verso l'impostazione massima, più è alto il consumo del sale e di questo occorre tener conto per i rabbocchi. Normalmente il dispositivo in questione è posto all'interno della vasca, al limite leggendo il libretto di uso e manutenzione si dovrebbero trovare chiare e dettagliate istruzioni in merito.
Corretto utilizzo dei prodotti per il lavaggio (detergente e brillantante).
In relazione al detergente è bene dire subito che deve essere, e questo è tassativo, di qualità. Non solo per un discorso strettamente attinente alle prestazioni di lavaggio, ma anche per uno riguardante la salvaguardia della macchina. Detersivi di infimo ordine, o commercializzati da "sottomarche di sottomarche" possono, magari con la complicità di lavaggi effettuati a bassa temperatura ma non solo, letteralmente intasare manicotti e "manicottini" del circuito idrico con depositi che piano piano induriscono in maniera incredibile provocando malfunzionamenti di vario tipo. Riguardo alla quantità di prodotto da utilizzare, è chiaro che occorre solamente riempire con parsimonia l'apposito vano della scatola detersivo senza gettarne altro direttamente in vasca, in quanto quest'ultimo non sarebbe di alcuna utilità, anzi potrebbe provocare eccessi di schiuma con possibile fuoriuscita di acqua dalla porta e in ogni caso sarebbe comunque uno spreco ed un'inutile contribuire ad inquinare. A tal proposito mi preme chiarire che se l'utente tendesse a ricorrere a dosi troppo elevate di detergente conseguentemente a risultati di lavaggio scarsi, le cause di questi problemi andrebbero ricercate dapprima proprio nell'utilizzo di prodotti di bassa qualità, ed in seguito in possibili problematiche della lavastoviglie stessa (vedi apposito capitolo della guida guasti). Due parole, quindi, sul brillantante. Non voglio addentrarmi di proposito nella discussione se lo stesso sia o meno tossico. Voglio comunque precisare che secondo i dati in mio possesso il prodotto puro non è classificato nocivo secondo la direttiva CEE 88/379. D'altro canto molti utenti non lo usano, ed in effetti se la macchina funziona regolarmente non si hanno particolari problemi derivanti da questo mancato utilizzo. Una cosa è certa: se il prodotto non viene utilizzato è perfettamente inutile immettere al suo posto nella vaschetta altre sostanze tipo aceto ecc.; anzi potrebbe essere controproducente. Se comunque l'utente desidera utilizzare il prodotto è giusto anche dire che lo stesso apporta un certo aiuto nell'ottenere risultati finali di lavaggio di una certa qualità: esso riduce la tensione superficiale dell'acqua che diventa più fluida e bagna le stoviglie lavate più profondamente. Dato che agisce nell'ultimo risciacquo, consente un veloce deflusso dell'acqua dalle superfici e limita quindi la formazione di striature bianche e la rimanenza di macchie di calcare in special modo nei bicchieri, che sono quelli che traggono maggior giovamento dall'uso del brillantante stesso. Certo, è ovvio che anche questo prodotto deve essere utilizzato nel giusto modo. L'errore più comune che si compie nell'uso del brillantante è quello di spingere troppo verso il massimo la linguetta di dosaggio posta nella scatola detersivo, con la conseguenza che le stoviglie possono presentare, a fine ciclo di lavaggio, un aspetto untuoso ed azzurrino oppure fortemente striato. In questi casi occorre ridurre il prelievo della dose di brillantante. In conclusione è bene posizionare questa linguetta in corrispondenza della posizione medio-minima, per provare ad alzarla leggermente nel lavaggio successivo, se si crederà necessario.
Attenzione ad una cosa: quando si effettua il rabbocco del brillantante nell'apposita vaschetta, si abbia l'accortezza, nel caso parte del prodotto finisca direttamente nella porta (e quindi nella vasca della macchina quando si richiude la porta stessa), di asciugarlo subito perché potrebbe dare origine ad una forte formazione di schiuma con conseguente fuoriuscita d'acqua dalla guarnizione inferiore nel lavaggio che avverrà in seguito. Questo perché il brillantante è un prodotto in grado di generare molta schiuma se presente in quantità oltre il normale. Si tenga presente, al riguardo, che la quantità espulsa dalla scatola detersivo nel momento opportuno è pari a poche gocce. Infine una raccomandazione: non si utilizzino le scorze e / o le bucce dei limoni per deodorare l'interno della macchina, perché così facendo le giranti tendono a riempirsi al loro interno di nocciolini e fibre provenienti proprio da questi limoni. La pressione dell'acqua spinge poi questi residui contro i fori delle giranti stesse e si ha un netto peggioramento delle prestazioni di lavaggio. Se proprio se desidera deodorare l'interno della lavastoviglie è bene utilizzare i prodotti appositi reperibili in commercio, orientandosi su marche ben conosciute.
Corretta impostazione dei programmi di lavaggio e corretto riempimento dei cestelli porta stoviglie.
Tutte le lavastoviglie sono dotate, in genere, di un programmatore (o scheda elettronica) che permette la selezione di vari programmi di lavaggio in base alle esigenze dell'utente, o comunque di una serie di tasti che possono ridurre le temperature di lavaggio in maniera tale da impostare cicli "economici" o "rapidi". Normalmente in una macchina "tipo" è presente la possibilità di selezionare un prelavaggio cioè un lavaggio veloce a freddo che ha lo scopo di dare una "sgrossata" ad eventuali stoviglie immesse nella macchina per le quali non si voglia effettuare un lavaggio completo, in pratica è un programma di attesa che va ad evitare alle stoviglie stesse la solidificazione su di esse dei residui e dei grassi dei cibi. Di solito quando il programmatore termina il prelavaggio si arresta non proseguendo oltre, mantenendo però accesa la spia di alimentazione della macchina. Si ha poi normalmente la possibilità di impostare un lavaggio energico, contraddistinto cioè da una temperatura dell'acqua di 65°C sia nella prima parte del ciclo quando la macchina preleva il detergente, sia nel risciacquo (o risciacqui se la macchina ne prevede due). Questo è il tipo di lavaggio che assicura le migliori prestazioni, è adatto a tutti i tipi di sporco e a tutti i tipi di stoviglie tranne a quelle per le quali è espressamente raccomandato un lavaggio delicato tipo articoli in cristallo, plastiche particolari ecc. Inoltre il lavaggio energico garantisce anche la migliore asciugatura delle stoviglie specialmente nelle macchine che non prevedono il supporto di nessuna resistenza in questa fase, e la corretta pulizia interna della macchina stessa, specialmente se si ha l'accortezza di utilizzare detergenti di qualità. Il lavaggio normale è essenzialmente simile al lavaggio energico, rispetto a questo cambia solo per la minor durata. Il lavaggio economico prevede normalmente una temperatura di lavaggio nella prima parte del ciclo di circa 55 / 50°C. Nel risciacquo (o risciacqui) la temperatura dell'acqua rimane però di 65°C (normalmente) onde assicurare una buona asciugatura delle stoviglie. Questo tipo di lavaggio è così denominato essenzialmente per il risparmio energetico che permette grazie alla minor temperatura nella prima parte del ciclo, che si riflette anche in un programma nel complesso più veloce di quello energico o normale. E' adatto a tutte le stoviglie non molto sporche e non particolarmente delicate, e permette ancora una discreta autopulizia interna della macchina. In molte macchine è presente anche il programma delicato che spesso non è altro che un economico di durata leggermente inferiore. Si ha poi il programma rapido ed al riguardo le varianti sono molte. Normalmente la prima parte del ciclo avviene a temperatura di circa 40°C; le maggiori diversità tra marche e modelli differenti riguardano il risciacquo che può avvenire anche ad acqua fredda. Inoltre può non esserci la fase di asciugatura delle stoviglie. Questo tipo di lavaggio è adatto a stoviglie poco sporche, molto delicate e / o delle quali si abbia necessità in fretta. Non è in grado di assicurare risultati di lavaggio particolarmente performanti ed inoltre non assicura la pulizia interna della macchina, che anzi tende a venire meno se l'utente avvia sempre questo tipo di ciclo. A conclusione di questa panoramica sui programmi di lavaggio normalmente presenti in una lavastoviglie c'è da precisare che è sempre bene leggere attentamente il libretto uso e manutenzione, in quanto non tutti i Costruttori la pensano al solito modo (ci mancherebbe altro!!!) e quindi si possono avere differenti concezioni al riguardo. L'unico consiglio che mi sento di dare è quello di non insistere troppo nell'utilizzare cicli economici e / o rapidi, ma di alternarli a programmi normali o energici in modo da permettere il più possibile alla macchina una ottimale pulizia interna. Molto importante è l'operazione di inserimento delle stoviglie nei cestelli e delle posate negli appositi contenitori. Innanzitutto, ancor prima di procedere in questa cosa, è vivamente consigliato pulire il filtro o i filtri della macchina, facendo attenzione, nella loro estrazione, che eventuali residui tipo noccioli o altro non finiscano dentro al pozzetto della lavastoviglie, in quanto da qui potrebbero finire nella pompa di lavaggio o in quella di scarico creando problemi. I piatti, le pentole ecc. devono essere privati, tramite della comune carta da cucina, dei residui più grossi e facilmente asportabili che non devono assolutamente finire nell'elettrodomestico. Non si commetta l'errore di prelevare le stoviglie stesse con del sapone per il lavaggio a mano, in quanto se non perfettamente risciacquato provocherebbe forte formazione di schiuma con possibile fuoriuscita d'acqua dalla porta, nel lavaggio che si andrebbe ad effettuare. Particolare attenzione va posta nell'inserimento dei piatti stessi nel cestello: questi non devono essere mescolati tra di loro se sono presenti piatti fondi e piani, perché in questo modo finirebbero per appiccicarsi e l'acqua non li raggiungerebbe in modo uniforme, inoltre, chiaramente, non si deve infilare più di un piatto nell'apposito spazio. I bicchieri vanno posti ordinatamente negli appositi scomparti dei cestelli, cercando di non originare più file una sopra all'altra. Pentole, padelle, pentolini ecc vanno immessi compatibilmente allo spazio rimasto, e non "a forza". Chiaramente la parte interna deve guardare verso il basso. Le posate, specialmente per quanto riguarda i cucchiai, vanno poste negli appositi scomparti del cestellino dedicato in modo "disordinato" ed intercalato in maniera che non si attacchino tra di loro. A fine ciclo di lavaggio è bene non aspettare molto per estrarre le stoviglie, in quanto le stesse potrebbero nuovamente bagnarsi a causa della condensazione del vapore sulle superfici che si raffreddano. Al proposito vi è da dire che vi sono alcune macchine dotate di un dispositivo particolare che elimina il vapore residuo durante i quindici, venti minuti della fase di asciugatura.
Corretta manutenzione e pulizia della lavastoviglie.
Una cosa molto importante è quella che l'utente prenda l'abitudine a pulire bene il filtro e tutti i filtri asportabili alla fine di ogni ciclo di lavaggio dopo aver tolto le stoviglie: in questo modo è un'operazione semplice e veloce perché si evita il processo di solidificazione e sedimentazione dei microresidui nei fori del filtro principale e in quelli dei filtri secondari. Se il pozzetto è facilmente accessibile dopo l'estrazione del filtro principale è bene, ogni tanto, procedere alla pulizia anche di quest'ultimo, semplicemente tramite una spugnetta e dell'acqua calda, facendo attenzione a non danneggiare o spostare nulla (normalmente non c'e nulla che possa venir danneggiato o spostato in modo irreversibile). La guarnizione giro vasca va tenuta pulita, evitando l'incrostazione su di essa di grassi e calcare, al fine di mantenerla elastica ed in grado di assicurare una corretta tenuta. Idem per la guarnizione inferiore, anche se può essere più difficile da raggiungere. Per procedere a tale operazione è sufficiente anche in questo caso una spugnetta e dell'acqua calda. Non si utilizzino mai detergenti per il lavaggio delle stoviglie a mano. In questo modo, osservando questi consigli, si evita anche l'insorgere di cattivi odori persistenti e ristagnanti nella lavastoviglie stessa. Come già accennato sopra l'utilizzo prevalente di programmi di lavaggio economici o rapidi può provocare una cattiva autopulizia interna della macchina, per cui è bene cercare di avviare anche il programma energico, ogni tanto, in maniera tale che lo stesso contribuisca a mantenere il più possibile pulito l'interno della macchina. Se occorre vi sono in commercio appositi prodotti con i quali è possibile avviare un ciclo di lavaggio a vuoto, senza stoviglie, avente la funzione di effettuare un lavaggio interno dell'elettrodomestico. Chiaramente va utilizzato il programma energico in modo da sfruttarne la temperatura dell'acqua e la durata. Occorre leggere bene le istruzioni per usare correttamente questi prodotti, normalmente la confezione "tipo" prevede una bottiglietta il cui tappo (che non va assolutamente svitato) è dotato di una ceretta che si scioglie piano piano durante il programma di lavaggio in modo da far fuoriuscire il prodotto in maniera omogenea. Questa bottiglietta va normalmente posizionata capovolta in uno scomparto del cestello porta posate. Come già accennato sopra, oltre a queste fondamentali "norme di comportamento", la macchina non deve mai rimanere priva di sale nell'apposito recipiente.